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Sicani,
Siculi, Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Vandali, Goti, Bizantini,
Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi sono tutte dominazioni che
durante centinaia di secoli si sono alternate in Sicilia lasciando la
loro impronta nella cultura dell'isola.
E' qui in Sicilia che si possono trovare
gioielli artistici, monumentali e paesaggistici che sono punte di
diamante per l'intero mondo culturale e turistico.
Taormina rientra sicuramente tra i
gioielli più preziosi essendo riconosciuta internazionalmente come la Perla dello Ionio.
Da sempre Taormina ha sedotto milioni di
persone, conquistatori, poeti, pittori, attori, regine, imperatori e
innumerevoli turisti di tutto il mondo.
Tutti rimangono incantati dallo splendore
dei panorami mozza fiato dove cielo e mare si incontrano per dare un
senso d'infinito agli occhi di coloro che hanno la fortuna di ammirare
lo spuntar del sole in lontananza dalla Baia delle Sirene o i tramonti
dietro la riserva naturale dell' Isola Bella o gli spettacoli dal Teatro
Antico con l'Etna e il mare di Naxos a far da sfondo ad un panorama
che...
" ... mai un pubblico
di un teatro ha avuto innanzi
a se "
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La
sfida del pittore Otto Geleng
Otto
Geleng, un prussiano dai capelli rossi, capitò a Taormina poco più che
ventenne nel 1863. Era inverno, c’era la neve sull’Etna e il
mandorlo in fiore sullo sfondo di un cielo terso ed un mare
azzurrissimo: l’ambiente ideale per pittori in cerca di
ispirazione. Qualche mese dopo, le tele di Geleng erano a Parigi, con
colori vivaci e festosi di un inverno a Taormina.
"
Si, c'e' una bella personalità di artista in questo giovanotto, e
soprattutto una sbrigliata fantasia
"
, osservarono i critici, per il quale certi accostamenti ( il mare e la
neve, la neve e il mandorlo in fiore ) erano assolutamente fuori dalla
realtà. Geleng lanciò la sfida...
"
Venite giù il prossimo inverno e se non trovate quel che vedete adesso
in questi quadri pago io viaggio e soggiorno
".
Quelli
manco a dirlo accettarono. Ma dove ospitarli se a Taormina non esisteva
nemmeno l’idea di un albergo?
Geleng
non si perse d’animo, tornato in gran fretta in Sicilia, convinse don
Ciccino La Floresta, proprietario della vecchia casa padronale sulle
pendici del Teatro Greco, a metter a disposizione alcune camere per gli
ospiti. Egli stesso, tavolozza e pennelli in mano, preparò la scritta da
sistemare sulla porta d’ingresso, ed i francesi, quando arrivarono,
pensarono davvero che fosse un albergo. E' nata così, per sfida di un
testardo pittore tedesco, l’industria alberghiera di Taormina.
Era
l’inverno 1864
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